LETTERA DEL GOVERNATORE FEBBRAIO 2018

Questo mese di Febbraio il R.I. lo dedica all’attenzione alla Pace e la Prevenzione dei conflitti.

Una raccomandazione del Rotary recita: “I Club addestrano leader adulti e giovani a prevenire e mediare i conflitti e assistere i profughi. I soci, inoltre, realizzano progetti che sono rivolti alla soluzione delle cause strutturali alla base dei conflitti, tra cui povertà, disuguaglianza, tensioni etniche, mancanza di accesso all’istruzione e non equa distribuzione delle risorse”.

Per noi italiani è abbastanza facile parlare e pensare alla Pace come all’assenza di conflitti, sono ormai oltre 70 anni che non ci sono guerre in Italia, per cui gran parte della nostra popolazione ha vissuto in pace, cioè in assenza totale di guerra, ma basta rivolgere lo sguardo a nazioni e popoli, anche a noi molto vicini, che invece hanno subìto e visto nei loro territori scontri militari anche di notevole portata. E non possiamo tacere sulla possibilità di pesanti attacchi terroristici anche sui nostri territori.

Quando parliamo di pace però non possiamo solo parlare di assenza di guerra militare ma anche alla presenza, in positivo, della giustizia sociale, della democrazia, della libertà di pensiero e azione; anche se, capisco, che questi sono concetti per popolazioni ormai sviluppate, perché per le popolazioni povere il problema vero è la sopravvivenza!

Oggi il Rotary è chiamato, noi come rotariani del nostro Distretto siamo chiamati, a prestare attenzione a queste problematiche anche se non ci toccano direttamente, perché qualche cosa lo possiamo e lo dobbiamo fare.

Cosa possiamo fare noi? Possiamo aiutare i popoli in difficoltà, ad esempio, con la fornitura di acqua e cibo a chi non ce l’ha, con l’alfabetizzazione, con gli interventi sanitari presso le popolazioni povere del mondo, sono tutti interventi che, ovviamente, facilitano la pace, cioè diminuiscono le conflittualità all’interno delle comunità. Ed è così che il Rotary fa la differenza, piccole gocce che aiutano la Pace. E’ ovvio che le popolazioni che emigrano e scappano dai loro territori lo fanno perché nel loro Paese non trovano il modo di sopravvivere anche a livelli minimi. La povertà, la fame, hanno un ruolo fondamentale nella genesi delle guerre e quando le popolazioni vedono che i loro bisogni di base non sono soddisfatti e non c’è più speranza per il loro futuro non possono che reagire o con la fuga dai loro Paesi o con le guerre civili per conquistare quello che non hanno.

Dobbiamo, quindi, saper guardare al nostro futuro, al benessere dei popoli, alla salvaguardia dell’ambiente, alla redistribuzione delle ricchezze, al rispetto dell’altro; dobbiamo vivere ed apprendere un percorso di etica che si definisce come: “La ricerca di ciò che è bene per l’uomo, di ciò che è giusto fare e non fare”.
Ricordo, ad esempio, che ogni anno nel mondo, e questo ormai da oltre 10 anni, il Rotary istruisce circa 100 borsisti per la Pace, cioè giovani che vengono appositamente preparati per affrontare ed aiutare le popolazioni in guerra e la gran parte di loro viene assunta poi dalle organizzazioni che operano nei Paesi difficili.

Febbraio è anche il mese del Rotary Day, il 23 ci ricorda il giorno di nascita della nostra Associazione e tanti eventi vengono organizzati dai club in questa settimana.

Il Distretto partecipa alla Cena organizzata dalla Commissione Agroalimentare a FICO, sabato 24 febbraio, per raccogliere contributi per il Fondo Emergenze, per la Comunità del Monastero di Camaldoli e per la Rotary Foundation (tutti i club riceveranno la mail con le indicazioni complete).

Domenica 25 una decina di giovani di un istituto bolognese, nell’ambito di un piccolo progetto di scuola-lavoro, distribuiranno all’interno dell’aeroporto Marconi di Bologna il “ventaglio del distretto nella fetta di cocomero ” ideato da Flavia con all’interno una sintesi di quello che è e che fa il Rotary. Anche questo è un modo per far conoscere la nostra grande associazione.

Devo infine ricordare il progetto del nostro presidente internazionale Ian Riseley per “un albero per ogni rotariano”, anche perché poi non sarà più stagione per piantare alberi.

Carissimi saluti a tutti voi ed un grande abbraccio.
Maurizio