Il Rotary festeggia a “Fico” i 113 anni dalla fondazione

Festeggiati in modo splendido. I 113 anni di vita del Rotary hanno trovato la giusta celebrazione, sabato 24 febbraio, con un interessante e utile evento organizzato a Fico di Bologna dalla Commissione agroalimentare distrettuale, guidata da Angelo Benedetti. Il tutto nel segno della cultura (Fico è cultura) e solidarietà.
Oltre duecento rotariani provenienti da ogni parte del Distretto si sono dati appuntamento nel pomeriggio all’ingresso di questo splendido – unico – parco agroalimentare mondiale, già divenuto orgoglio della nostra terra emiliano-romagnola ma soprattutto italiano.
Accolto dal governatore Maurizio Marcialis, particolarmente soddisfatto, il folto gruppo ha fatto visita ad alcuni dei principali punti dell’immensa struttura sotto la competente guida del direttore della Fondazione Fico. Centomila metri di esposizione sono stati allestiti con concezioni e tecnologie ultramoderne per illustrare i tre aspetti fondamentali di Fico: l’enorme e qualificata esposizione delle eccellenze agroalimentari nazionali, una didattica ampia e avveniristica, un mercato sofisticato. Il tutto capace di richiamare milioni di persone ogni anno. A pochissimi mesi dall’inaugurazione, Fico sta già per tagliare il primo importante traguardo: un milione di visitatori.
In serata, al ristorante Bell’Italia, si è svolta la conviviale, presentata da Angelo Benedetti, che ha visto protagonisti Andrea Segrè, rotariano, professore di politica agraria all’ateneo di Bologna e dom Alessandro Barban, priore generale della Congregazione dei monaci camaldolesi.
Segrè, presidente della Fondazione Fico, ha in particolare illustrato le principali motivazioni all’origine, e poi dello sviluppo, di questa originalissima idea che ha visto e vede felicemente insieme pubblico e privato: dal Comune di Bologna all’Università, dalle maggiori casse autonome dei professionisti (medici ecc.) a singoli imprenditori. Si tratta pertanto di fare cultura e fare economia: un duplice fondamentale obiettivo di una società ricca di capacità e valori.
Don Barban si è soffermato sui temi della consapevolezza e della responsabilità dei cittadini e delle istituzioni di fronte al tema alimentare; un tema che coinvolge anche l’ambiente ed è strettamente legato all’etica e ai valori soprattutto là dove subentra lo spreco.
L’incasso raccolto con questa iniziativa è stato suddiviso fra la Comunità dei padri camaldolesi, il Fondo di solidarietà in particolare a favore del RC Brescello per il comune alluvionato di Lentigione e al Fondo Polio Plus.
Alberto Lazzarini