Gemellaggio nel segno di Federico e Giulietta

Un esempio di gemellaggio culturale concreto e frizzante, magari anche commovente? E’ presto detto: quello fra i Rotary club di Rimini e di San Giorgio di Piano. Due sodalizi legati…da cosa? Ma da Fellini, naturalmente. Il sommo regista è infatti il portabandiera dello storico club romagnolo mentre Giulietta Masina lo è per il sodalizio del piccolo centro emiliano che, va ricordato, ha assunto nella sua denominazione proprio l’inseparabile consorte del genio italico del cinema, nata appunto a San Giorgio.
Una giornata dedicata a questa coppia era stata dunque programmata dai due club – idea e organizzazione di Massimo e Gloria Venturelli – a ricordo del 25° della scomparsa del grande Federico e così un folto numero di soci del S.Giorgio e di ospiti (anche di altri club estensi) ha raggiunto Rimini in pullman il pomeriggio di giovedì 19 aprile. La prima tappa non poteva che essere il cimitero monumentale per rendere omaggio a Federico e Giulietta che giacciono sotto lo splendido monumento funebre rappresentato dalla punta di una nave, opera di Arnaldo Pomodoro e ispirato dal film “E la nave va”. I presidenti dei due club Gianluca Riguzzi (Rimini) e Federica Ghetti (San Giorgio), insieme al governatore Maurizio Marcialis, hanno lasciato sulla tomba un mazzo di splendidi fiori.
Appuntamento, subito dopo, nello storico Cinema Fulgor dove il folto gruppo di rotariani e autorità ha assaporato un’atmosfera d’antan, del tutto particolare e piena di suggestioni evocate dalla speciale, curatissima ristrutturazione dell’immobile ad opera di Dante Ferretti. Come ha splendidamente ricordato Francesca Fellini, nipote del regista, qui Federico, sulle ginocchia del nonno, vide il suo primo film, muto: “Maciste all’inferno”, ricevendo la scintilla che l’avrebbe poi portato a realizzare pellicole ammirate in tutto il mondo da generazioni diverse e a tutte le latitudini, tanto da consentirgli la conquista di ben cinque premi Oscar. Emozionante il racconto del Pdg Italo Minguzzi sull’opera di Fellini. Stupendo il documentario realizzato 23 anni fa dalla stessa Fellini che intervistò i più stretti collaboratori dello zio che ne hanno tratteggiato pregi e difetti, aneddoti e speranze, illusioni e progetti, gioie e malinconie: toccanti tutte le testimonianze, in particolare quella di Tonino Guerra che “ha saputo scavare nel cuore di Federico”. Altrettanto efficace ed evocativo si è rivelato il cortometraggio incentrato su Giulietta, ad opera di Terenzio Motta e Marco Veroni.
La terza e ultima tappa non poteva che essere il Grand Hotel di Rimini (coreografia da sogno e conviviale di gran classe) dove Fellini – ha ancora ricordato la nipote – visse a lungo e dove incontrò spesso la sua famiglia. Qui il governatore, i presidenti dei due club, il sindaco di San Giorgio di Piano e Italo Minguzzi hanno voluto salutare la foltissima platea ponendo in luce il significato di un incontro intriso di cultura autentica e dunque destinato a un piacevolissimo ricordo nel segno della crescita personale, un’altra magia del Rotary.
Alberto Lazzarini