A Taranto l’appello del Rotary per salvare madri e bambini migranti

Concretamente per la società, anzi per chi più di altri ha bisogno. Il grande cuore del Rotary international – e le innumerevoli intelligenze che animano questo grande movimento – ha pulsato a Taranto nel corso della “due giorni” di fine aprile dedicata al rapporto fra salute materna infantile e pace. Dove, se non nel Sud Italia e in particolare nella città jonica già sede di raccolta dei migranti, poteva svolgersi questa Conferenza presidenziale? Già “presidenziale”: è stato il capo supremo del Rotary, l’australiano Ian Riseley, ad aver avuto il merito di scegliere questa località, evocativa, per affrontare il complesso, doloroso, anzi tragico, problema. Con la sua presenza ha poi voluto testimoniare l’interesse autentico del Rotary che – va subito detto – non si è limitato a favorire un dibattito approfondito e mai banale, ma direttamente ha elaborato delle proposte e indirettamente ha favorito la creazione di nuove condizioni per il conseguimento di specifiche soluzioni.
Ma prima di procedere con i dati e le riflessioni, va sottolineata la presenza attiva del nostro Distretto ai lavori: almeno 50 soci con consorti e anche amici hanno raggiunto Taranto, guidati dal Governatore Maurizio Marcialis, portando idealmente il saluto di vari club sia dell’Emilia che della Romagna che di San Marino. Particolarmente numerosi erano gli amici dell’Area estense a…sostegno di Maurizio. Il viaggio e il soggiorno apulo-lucano (Bari, Matera, Taranto) della comitiva principale, partita da Bologna, sono stati organizzati – impeccabilmente – dal prefetto distrettuale Terenzio Motta.
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Si diceva di una proposta concreta. La mozione elaborata a conclusione dei lavori dai 13 governatori, e presentata al presidente internazionale (molto soddisfatto Riseley), suggerisce al Rotary international di far conoscere ai club, impegnandoli in un lavoro di coinvolgimento dei soci e delle comunità, i valori e i vantaggi della legge Zampa, emanata dal Parlamento italiano. Si tratta di un provvedimento oggetto di grande approvazione anche da parte dell’Unione europea come ha entusiasticamente affermato Frans Timmermans, vicepresidente della Stessa Unione europea con un videomessaggio non formale e pieno di passione proiettato nel corso dei lavori, che ha definito il provvedimento legislativo italiano “il più avanzato” e dunque quello da prendere come riferimento da parte delle altre assemblee legislative. La legge Zampa si occupa, in particolare, della protezione dell’interesse del minore migrante, tramite l’istituzione di regole più chiare per la nomina dei tutori con l’istituzione dell’albo dei tutori volontari a cura dei tribunali per i minorenni. La legge dà inoltre la priorità all’affidamento in famiglia quale “principale strada di accoglienza rispetto alle strutture”.
Ma non basta. Indirettamente la Conferenza ha fatto sì che Taranto e la Puglia possano divenire sede di incontri a livello internazionale per affrontare il tema dei migranti, in particolare le madri e i bambini, anche soli. Questa disponibilità è stata annunciata dal governatore pugliese Michele Emiliano.
La giornata inaugurale è stata dedicata alla riflessione e alla denuncia, a cominciare da quella del PDG e Board director Francesco Arezzo: “E’ una stagione, questa, piena di contraddizioni, contrassegnata da miopi egoismi nazionali in Europa”. Intanto “Ogni giorno 800 donne muoiono di parto”. Quanto ai bambini, ha aggiunto il già citato Timmermans, fuggono, spesso soli, dalla guerra e dalla fame e “non di rado subiscono abusi, nuova violenza, prostituzione, schiavismo”. Tutti temi, questi, approfonditi ulteriormente con una bella tavola rotonda coordinata dal giornalista Andrea Garibaldi. Fra i protagonisti, mons. Guerrino Di Tora (presidente della Commissione Cei per le migrazioni) ha espresso il convincimento che fermare le migrazioni sia “un’illusione”. E’, poi, un fenomeno mondiale. “E non si tratta di emergenza”. Il tutto mentre l’Europa, dati alla mano, è sterile, invecchia, è “decadente” e deve rinnovarsi. Inevitabile è allora l’assimilazione che deve però basarsi sul concetto-valore che, di fronte, “abbiamo delle persone e non dei numeri”. I recinti, insomma, sono inutili, ha aggiunto il sottosegretario di Stato Vito De Filippo, e bisogna operare sui piani dell’integrazione e naturalmente della sicurezza. Bombina Santella, presidente del Tribunale dei minori di Taranto, ha presentato gli aspetti più significativi della legge Zampa collegandola alla necessità di un tutoraggio per i tanti minori oggetto di abusi di ogni tipo prima e durante il terribile viaggio verso le coste italiane. Della salute fisica e psicologica dei giovanissimi si è infine occupato Stefano Valle dell’Istituto superiore di Sanità che ha parlato della necessità di operare per una “salute globale”, abbattendo anzitutto il numero dei bimbi che muoiono: “C’è ancora moltissimo da fare: il 40% dei minori del pianeta, ad esempio, non è ancora vaccinato”.
Di grande rilievo anche la tavola rotonda del pomeriggio coordinata dal bravissimo PDG Elio Cerini con la partecipazione degli universitari salentini Antonio Palmisano e Salvatore Colazzo e il presidente del Gruppo Azione rotariana Jan Lucas Ket (25.000 operatori agguerritissimi per realizzare progetti concreti).
La seconda giornata ha visto protagonista, naturalmente, il presidente internazionale Ian Riseley che ha posto in luce la correlazione fra il tema della salute materna e infantile con la pace e, ancora, il rapporto stretto fra i service e lo sviluppo della società. Se è vero, ha riconosciuto, che molti progressi sono stati compiuti, risulta però che in meno di cinque anni 5,5 milioni di bambini siano morti per malattie prevedibili. Bimbi e puerpere a forte rischio, quindi: quale risposta offrire? Istruire le donne all’igiene e alla prevenzione, ha risposto Riseley. Il Rotary può quindi fare molto in questo campo e, più in generale, “per creare un mondo a supporto di tutti”; un mondo più sano, più protetto e “per un futuro più pacifico”. In precedenza era intervenuto il vescovo di Taranto Filippo Santoro che aveva citato papa Francesco “Il bene ha bisogno di un orizzonte grande”.
Brillantemente coordinata da Francesco Giorgino, volto notissimo del TG1, si è poi svolta un’altra tavola rotonda. Fra i relatori il PDG Himansu Basu ha presentato dati agghiaccianti sulle morti di donne e bambini ma ha anche posto in luce l’impegno e le realizzazioni del Rotary sul fronte della formazione. Di grande impatto emotivo – e non solo – è stato infine l’intervento di Pietro Bartòlo, responsabile del presidio ospedaliero di Lampedusa: una vita, la sua, a visitare i migranti sbarcati nella sua isola (decine di migliaia) ma anche, tragicamente, a effettuare esami autoptici per chi non è riuscito a superare indenne la terribile prova. Anni, dunque, di feroce scontro con la realtà, ma anche anni al servizio dell’umanità, in prima linea insomma. Di qui la sua decisione di scrivere un libro “Lacrime di sale”, di partecipare al film “Fuocoammare” e, ora, di girare l’Europa, nei fine settimana, per testimoniare queste spaventose realtà determinate da ostacoli che vanno assolutamente rimossi. “Insieme possiamo cambiare le cose” ha detto alla platea commossa e plaudente dei rotariani.
La conferenza ha vissuto anche momenti coreografici, conviviali e ludici. Nel bel teatro Orfeo, che ha ospitato l’evento, si è esibita all’inizio di entrambe le giornate la splendida “Giovane orchestra jonica” che ha suonato gli inni mentre una ventina di rotaractiani sventolavano festanti le bandiere. La stessa formazione ha poi offerto, nel pomeriggio del sabato, un eccellente concerto di musica contemporanea nelle sale dell’Università Aldo Moro.
Quanto alle cene, di altissimo livello si è rivelata quella di gala, sempre il sabato sera, in una rinomata masseria alle porte della città. Di grande bellezza è anche la location di alcuni pranzi svoltisi nella sede del vicino Circolo ufficiali. Va poi sottolineata la bellissima mostra dei progetti sociali attuati da tutti i Distretti italiani, ospitata all’interno del suggestivo Castello aragonese. Due i progetti presentati dal nostro Distretto: uno a favore del Nepal e l’altro dello Zambia. Da ricordare, infine, l’elegante e simpatico intermeeting fra i Rotary del nostro distretto e il club di Taranto, anche in questo caso in una bella masseria.
Alberto Lazzarini