LETTERA DEL GOVERNATORE DICEMBRE 2018

LETTERA DI DICEMBRE: Mese della prevenzione e cura delle malattie (Disease Prevention and Treatment Month)

Cari Amici ed Amiche del Distretto Rotary 2072,

siamo arrivati già a Natale, e non mi pare ancora vero.

Tra un’iniziativa distrettuale, le visite ai club e i loro molteplici eventi cui spesso sono chiamato a partecipare, stiamo arrivando al giro di boa, con cui saranno trascorsi i primi sei mesi di governatorato e si concluderà il 2018, che per me e Chiara è stato un anno del tutto eccezionale. I prossimi mesi saremo nel 2019, ed avremo occasione per rendere onore alla Cultura e alle Donne, per chiudere con il Congresso distrettuale di Ravenna a metà di maggio e il Congresso Internazionale ad Amburgo nei primi giorni di giugno. In onore a tutte le “altre metà del cielo”, che arricchiscono questo Distretto con la loro energia e costituiscono uno dei temi della mia annata, il Seminario sulla Leadership in programma per il 16 di marzo 2019 sarà declinato tutto al femminile. Fin da ora invito tutte le Rotariane del Distretto 2072, e non solo, a partecipare.

Di questi sei mesi rimarranno tanti ricordi, ma soprattutto l’esperienza delle due ore di colloquio serale con Presidenti, Consigli direttivi e Commissioni di club, e con i Past Governors e futuri Governatori nei club che li hanno espressi. Resterà indelebile nella memoria l’ascolto delle relazioni, le opinioni, gli spunti di confronto dei Presidenti e delle loro squadre di club come l’aspetto più bello, profondo e vero che la sorte rotariana ha avuto l’onore di riservarmi e che, senza alcuna retorica, porterò nella mente e nel cuore per tutta la vita. Tant’è vero che in alcuni club mi sono ritrovato letteralmente “perso” ad ascoltare le mille osservazioni che provenivano dai soci e poteva succedere di iniziare le conviviali un po’ in ritardo. Ne derivava inoltre che il mio discorso alla conviviale si modificasse al diverso gradiente che percepivo sera per sera, per la storia del club, per la personalità del Presidente, per la voglia di partecipare dei suoi dirigenti e soci, per lo scambio di emozioni e di energia, anche per la presenza ricorrente dei Rotaractiani e a volte per la fortuna di trovare gli Interactiani.

Perciò cari presidenti e soci, grazie a tutti voi per il dono della vostra vicinanza e amicizia!

Sono momenti in cui ci si ritrova a ripensare alla grandezza del Rotary, che si avvicina a compiere 114 anni. Ed è nel club più antico del Distretto, quello di Parma, che ho letto l’elogio della relazione professionale di un consocio come elemento peculiare della riunione rotariana settimanale. Nella Premessa al Regolamento del 1925 appariva tra le righe il piacere di raccontare la condivisione di un’esperienza sospesa tra un mix di alta conoscenza, tecnico-scientifica o umanistica, filtrata dall’amicizia rotariana. Sensazione che tuttora si invera in ogni serata di club in cui si evita di trasformare i consoci in un pubblico che plaude il relatore esterno di turno, ed invece si valorizza il patrimonio di membership qualificata interna, cementando anche il nostro team building.

Il tema del mese di dicembre riguarda la “Prevenzione e cura delle malattie”, una delle sei aree d’intervento cui Barry Rassin ci chiede di concentrare i nostri sforzi. Già abbiamo parlato di alfabetizzazione e educazione di base in settembre, di sviluppo economico e delle comunità in ottobre e ora è il tempo di ricordarci del sostegno ai programmi di educazione sanitaria per prevenire la diffusione delle malattie e ridurre il rischio di trasmissione. Ricordando le parole del chirurgo e filantropo americano Charles Horace Mayo sul ruolo primario della prevenzione della malattia nella storia dell’uomo, effettivamente «the prevention of disease today is one of the most important factors in line of human endeavour».

Lo sforzo teso all’ampliamento delle conoscenze scientifiche in ambito medico trova inoltre conforto nel noto aforisma di Neil Amstrong, astronauta e libero pensatore, che ricorda come la meraviglia creata dal mistero sia la base del desiderio dell’uomo di comprendere: «mistery creates wonder and wonder is the basis of man’s desire to understand». Questa azione a favore della prevenzione è ben descritta a chiare lettere dalla grande epica azione rivolta alla eradicazione della polio, programma poliennale di vaccinazione di massa, che appare giunto alla sua fase finale. Orgoglio rotariano e soprattutto italiano, con i nomi di Sergio Mulitsch di Palmenberg, socio del RC Treviglio, e di Luciano Ravaglia, Socio del Rotary Club Forlì, con cui il distretto vanta una peculiarità quasi esclusiva a livello nazionale.

I nostri dati sulla prevenzione ci danno un quadro che rivela situazioni di grande bisogno. Nel mondo servono 2,4 milioni di medici, infermieri, levatrici e altri operatori specializzati. In 57 Paesi è assolutamente necessaria la presenza di infermieri, ostetriche e altro personale di assistenza sociale. Cento milioni di persone ogni anno sono ridotte in povertà a causa dei costi sanitari: quasi 1 persona su 6 ogni anno.

Cosa possono fare i Rotariani per prevenire la diffusione delle malattie e ridurre il rischio di trasmissione? Possono consultarsi con i medici rotariani, reclutare volontari tra gli operatori sociali, i medici e il personale sanitario per somministrare le vaccinazioni, finanziare la formazione continua del personale, avendo cura che si tenga vicino ai suoi luoghi di residenza e lavoro. Inoltre possono collaborare con le strutture ospedaliere locali e regionali, con le università e con le istituzioni nazionali e regionali rivolte alla tutela della salute. Infine possono migliorare e ampliare l’accesso alle cure mediche gratuite e a basso costo nelle aree svantaggiate. I 54 club di questo Distretto con i loro service, inviando in Africa, Asia, e Sud America i medici rotariani, gli ortopedici, i dentisti già svolgono con efficacia e efficienza questa mission.

Si tratta di un’azione a largo raggio che coinvolge in realtà più aree di intervento rotariano. Perché l’impegno del Rotary si focalizza sui bisogni delle comunità ed ognuna di loro riserva esigenze e problemi diversi da affrontare con una visione comune. Perciò la prevenzione dalle malattie si riverbera anche sulle condizioni igienicosanitarie delle comunità: sotto questo profilo nel mondo 2,5 miliardi di persone non hanno accesso a strutture adeguate. Di qui il tema di questo mese non può non riguardare il miglioramento delle strutture igienicosanitarie. In questo modo, fornendo servizi igienici e latrine ed adeguati impianti fognari, si fa anche prevenzione dalle malattie.
Questo è l’oggetto del service consorti di quest’anno, identificato in area WASH e localizzato in due zone dell’Uganda. In questo modo si pongono le basi anche per affrontare la prevenzione e la cura delle malattie, la fornitura di acqua pulita e servizi igienici adeguati, l’alfabetizzazione all’interno di un’unica grande area di intervento che ci parla del disagio per la perdita della dignità dell’uomo e, soprattutto in questo caso, della donna.

Questi sono i pensieri che ci vengono alla mente mentre si avvicina il giorno di Natale.
Siamo Rotariani e crediamo in un mondo in cui i popoli della terra, insieme promuovono cambiamenti positivi e duraturi nelle nostre comunità e in quelle all’estero: questa è la nuova Vision proposta da Barry Rassin per il Rotary. Se lo siamo veramente, anche in questo Natale cerchiamo di non dimenticare di guardare al mondo con occhi differenti, quelli della consapevolezza e della volontà di essere al servizio degli altri, soprattutto di quelli che ci chiedono un aiuto. Mai come ora è il tempo della Pietas, del “vedere l’Altro nella Sua Sacralità”. Cerchiamo di ricordarcelo quando celebriamo il Natale.

Ognuno di noi può essere inoltre motivo di ispirazione per qualcun altro, specialmente se non è ancora rotariano. Come dice Barry Rassin sui Rotariani che hanno il maggiore impatto attraverso il loro service, «sia che si tratti di qualcosa che hanno fatto, che hanno visto, o qualcuno che hanno incontrato, loro hanno avuto esperienze che hanno acceso una scintilla, che li hanno ispirati a servire». Noi a volte abbiamo visto brillare negli occhi di queste persone quella scintilla peraltro descritta altrettanto magnificamente nei versi di una struggente canzone di Paul Simon, il cui refrain così recita: «Io mi distenderò come un ponte sull’acqua agitata» (I will lay me down, like a bridge over troubled water).

Perciò, cari Amici del Distretto Rotary 2072,

in occasione del Natale ricordiamoci soprattutto che, se vogliamo cambiare il mondo in meglio, dobbiamo partire da ognuno di noi.
Perché, come ha detto Madre Teresa di Calcutta, la pace comincia da un sorriso (Peace begins with a smile).

Buon Rotary
Buon Natale
Buon Fine 2018,
Paolo