A RIOLO TERME CELEBRATO IL RYLA DI TRE GOVERNATORI

Diffusa è l’abitudine di parlare di giovani; meno, quella di parlare ai giovani e di saperli ascoltare. Eppure proprio in loro riponiamo le nostre aspettative per un mondo che evolva, prima ancora che in tecnologia, in competenza e umanità. quest’anno il Ryla, si è tenuto a Riolo Terme, nella splendida cornice del Grand Hotel delle Terme, dal 31 marzo al 7 aprile, e ha visto la partecipazione di 76 giovani individuati dai Club Rotary dei Distretti 2071 e 2072. L’obiettivo perseguito è stato quello di fornire gli strumenti per comprendere meglio sé stessi, potenziare le capacità individuali, sviluppare la tendenza al dialogo e al confronto. il tutto in un contesto di amicizia che, se timida e appena accennata al termine del primo giorno, è divenuta via via più intensa, allorché si sono condivisi momenti di svago e di lavoro. “Maestri di vita e civiltà”: su questo tema illustri relatori hanno impostato i loro interventi, stimolando i giovani a riflettere sul senso di quella che non è una semplice definizione, ma un punto di riferimento, un modello cui ispirarsi, un esempio da perseguire.
E’ stato detto:
La vita va spesa al meglio, senza condizionamenti, ma individuando le persone che ci lasciano qualcosa di più rispetto agli altri, anche attraverso la memoria, e che proprio per questo non sono semplici maestri, ma maestri di vita. “Io”, da solo, ho un valore, ma se mi unisco a te e ad un altro e perseguo l’etica, allora sono “io” all’ennesima potenza. (Italo Minguzzi)
Alcune volte si cade, ma bisogna sapere gestire i fallimenti affinché diventino un punto di forza. La rabbia che ne deriva consente la rinascita. Chiunque, se si pone un obiettivo, può raggiungerlo, uomo o donna che sia. In quest’ultimo caso, con uno sforzo maggiore, dovuto alla necessità di superare pregiudizi e stereotipi di genere. Occorre poi fare squadra. (Nicoletta Marini)
Le complesse situazioni di crisi, individuali, sociali e globali in cui viviamo rendono quanto mai necessaria la presenza di guide, che dovrebbero indicare i fini e non solo i mezzi. Chiunque può teoricamente essere un “formatore” sia con la teoria che con esempi concreti. Nel viaggio della vita abbiamo bisogno di amicizie e speranze…di un Maestro che rappresenti la certezza che c’è una meta bella, che può essere raggiunta. (Giovanni Padroni)
Nella vita bisogna fare scelte coraggiose, lavorare con passione, curare i sentimenti, accrescere la propria autostima. Solo quando si sarà pronti come allievi si troverà un maestro di vita. Gli errori sono tali nel momento in cui da essi si tragga insegnamento. Quando si lascia una persona, questa deve essere più ricca di quando la si è trovata. I sogni vanno inseguiti, con un pizzico di follia (Giuseppe Bellandi)
Talvolta le scelte sono imposte dagli eventi, da ciò che accade inaspettatamente. I programmi, in tal caso, vengono rivisti e, davanti a un bivio, si individua la strada giusta. Quando si è donna e si fa impresa, occorre trovare un equilibrio tra famiglia e lavoro. Mia madre, che lavora con me, è stato il mio maestro di vita. Ho capito di essere cresciuta quando mi ha dato prova di fidarsi di me in toto. (Cristiana Fantozzi)
La prima differenza su cui riflettere è tra abilità e competenza. E’ quest’ultima il primo requisito per essere guida. La guida, sia essa homo certo o ombra, convince per quello che sa, non per quello che fa. Ciò però non è sufficiente. La verità non libera la persona se alla competenza non si aggiunge la sapienza, intesa come comprensiva di avvedutezza, sensibilità per lo stato d’animo altrui, esperienza personale, ampiezza di vedute. La funzione della guida è di insegnare a non avere bisogno di guida. C’è un momento in cui i maestri di vita non mostrano di sapere più di noi. E il dialogo diviene interiore. (Claudio Widman)
Certi lavori richiedono competenza massima, anche nelle piccole cose, persino pratiche. Quando ci sono delle vite da salvare, il minimo errore può fare la differenza. E’ una lotta contro il tempo in cui le abilità individuali si incastrano tra di loro, in modo da fare squadra. Occorre sempre umiltà. E particolare attenzione nei rapporti coi familiari dei soggetti coinvolti in tragedie e con la stampa. (Giuseppe Romano)
A fronte degli splendidi interventi e degli spunti di riflessione forniti, tante sono state le domande rivolte dai ragazzi. Questi ultimi si sono abituati, con il trascorrere dei giorni, ad abbandonare il loro posto a sedere per raggiungere il tavolo dei relatori e parlare al microfono dinnanzi a loro.
Segno – questo – da un lato, di una acquisita sicurezza e, dall’altro, di un intervenuto accorciamento delle distanze tra chi era lì per imparare e chi per trasmettere sapere. L’interazione creatasi aveva reso chiaro a tutti che esistono ruoli ben definiti, esistono formatori ed esistono alunni, ma che se gli alunni non sono bravi, i formatori perdono sia gli stimoli a migliorare a loro volta che il piacere di generare conoscenza, secondo un circolo virtuoso. Ai lavori di gruppo dei ragazzi, negli spazi della giornata non riempiti dalle relazioni, si sono affiancati momenti di simpatica convivialità, che hanno cementato ancor più i rapporti.
La gita a Ravenna, di mercoledì 3 aprile, è stata unica e speciale, con una guida di eccezione, un grande conduttore, nella vita oltre che nel Rotary: il Governatore del Distretto 2072, Paolo Bolzani.
Calatosi nei panni dei giovani, nel senso non solo metaforico ma anche letterale del termine, indossati abiti sportivi, con una comunicativa naturale ed innata, ma al contempo resa volutamente più vicina al linguaggio dei suoi interlocutori, Paolo Bolzani ha fatto da Cicerone instancabile di un’intera mattinata. Tante sono state le mete di questa meravigliosa città: la Biblioteca Classense, con la splendida Sala Dantesca, ove è possibile ammirare il famoso dipinto di Luca Longhi, che raffigura le “Nozze di Cana” ; il Museo TAMO, allestito nella suggestiva chiesa di San Nicolò, che racconta l’affascinante storia del mosaico – la Basilica di San Francesco, famosa per la sua cripta parzialmente allagata con il pavimento a mosaico e i branchi di pesci che nuotano nell’acqua – la tomba di Dante, ad essa attigua, contenente le ossa del Poeta, accidentalmente ritrovate nel 1865, dopo che erano state ivi nascoste nel 1501 per evitare il loro ritorno a Firenze…e le stradine…gli scorci, angoli unici.
E dopo un pasto fugace nella suggestiva trattoria “Cà de Vèn” in compagnia del Presidente del Rotary Club Ravenna, Gian Piero Zinzani, si è fatto ritorno in Hotel e ci si è tuffati tutti alle Terme per godere di un momento di ristoro e di riposo rigeneratore…mentre continuavano a passare davanti agli occhi le immagini di una città così bella, così vicina e tanto sconosciuta ai più.
Alla sera dello stesso giorno, in albergo, si è svolta la conviviale con il Rotary Club Castel Bolognese Romagna Ovest. In un clima di allegria e di voglia di stringere nuove conoscenze, la Presidente del Club Cristina Tasselli ha introdotto Claudia Casali, Direttrice del MIC International Museum di Faenza.
Quest’ultima ci ha parlato di quanto sia importante proporre e promuovere progetti in grado di travalicare i limitati confini del nostro territorio per competere con una concorrenza internazionale sempre più spietata. Con l’ulteriore difficoltà di dovere necessariamente fare i conti con il “portafoglio”, assai poco rimpinguato dal Governo, rendendosi necessario fare delle scelte su come investire in cultura anche a fronte delle spese da sostenere. Secondo lei occorre valorizzare le collezioni a discapito, talvolta, delle mostre a breve termine e sensibilizzare le scolaresche a fare visita ai musei.
E siamo arrivati, senza rendercene conto (come accade tutte le volte in cui si fanno le cose con entusiasmo), alla giornata finale, la più intensa, la più ricca di emozioni, la più difficile da raccontare a chi non l’abbia vissuta di persona.
L’intera mattinata è stata dedicata al ricordo del Governatore del Distretto 2071, prematuramente scomparso, a luglio del 2018, Massimiliano Tacchi, tramite una tavola rotonda presieduta da Guido Giuseppe Abbate e Alessandro Cicchi con Paolo Bolzani, Giampaolo Ladu, Italo Giorgio Minguzzi e Vinicio Ferracci.
Questo – è stato detto da tutte le massime Autorità rotariane presenti – è stato il Ryla di 3 Governatori; Massimiliano Tacchi (Distretto 2071), Giampaolo Ladu (Distretto 2071) e Paolo Bolzani (Distretto 2072).
La presenza di Massimiliano Tacchi si avvertiva in sala, resa tangibile dalle tante parole spese in sua memoria, dalla voce rotta dalla commozione di chi è intervenuto, dalle splendide fotografie proiettate sul video, dagli sguardi commossi e dagli occhi lucidi dei presenti.
Non solo di quanti hanno avuto il piacere di conoscerlo in vita, ma anche di quanti hanno avuto il piacere di conoscerlo dopo la sua morte, attraverso ciò che di lui è stato raccontato.
Si respiravano, in quella sala, sentimenti di affetto, amicizia sincera, riconoscenza e questi momenti sono stati un grande insegnamento di Rotary per i ragazzi; l’esempio di come chi getta i semi fa nascere frutti, senza che rilevi se saranno altri a raccoglierli, perché sarà sempre stato un lavoro di squadra.
Un ragazzo ha sussurrato sottovoce “ho sempre pensato che il Rotary fosse composto da amicizie di facciata…solo oggi ho capito che le amicizie sono quanto mai vere e sincere e questo mi ha motivato ad entrare a fare parte del Rotaract”.
Al pomeriggio, invece, i ragazzi hanno illustrato i loro lavori.
Il tema assegnato era ovviamente quello del Ryla, ossia “Maestri di vita e civiltà”; tema che, i singoli gruppi – contraddistinti da nomi oltremodo originali, scelti dagli stessi ragazzi – hanno sviluppato con grande fantasia, dimostrando di averne colto perfettamente il senso.
Questi, in sintesi, la presentazione dei lavori dei vari gruppi:
Evergreen: ha parlato della società attuale come di una società dei social; del fenomeno del Bluewhale; di chi possa considerarsi leader sui social e di chi si cela dietro ai “Boom Social”, con un riferimento a Greta Thunberg ed, in ultimo, di cosa abbia significato per i componenti del gruppo lavorare insieme.
Pandora: ha parlato del leader come colui che: conduce verso un cambiamento della società cui non si è pronti; è membro integrato del gruppo; ne conosce le necessità e lo guida verso una condotta etica. Ha, poi, individuato 3 figure di leader: Domenico Lucano, Franca Viola, Franco Basaglia, che hanno effettuato una scelta tra etica e legge.
Crossing Over: ciascuno dei componenti del gruppo ha parlato della propria esperienza di vita personale e degli insegnamenti tratti dalla settimana al Ryla. Insieme hanno disegnato il “mosaico del maestro di vita” individuandone le caratteristiche: ispirazione, consapevolezza, conoscenza, passione, comfort zone, tenacia, credibilità, coraggio di sognare, equilibrio, capacità di affrontare i fallimenti.
Due di Briscola: ha proiettato un video che iniziava con il discorso di Martin Luter King “Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere.!”. Ha, poi, individuato il maestro di vita come colui che sa indicare la strada migliore per arrivare a un obiettivo, anche superando le insidie, perché vi è già passato. Guidare, ispirare, saper essere contraddistinguono un maestro di vita.
Ad Maiora: attraverso l’ausilio delle web app, ha elaborato un gioco composto da 12 domande, attraverso il quale è stato possibile esprimere riflessioni sugli spunti dati dai relatori durante la settimana, il tutto coinvolgendo nell’esposizione, l’intera platea presente.
Gli scopritori: ha analizzato la possibilità di una società in cui vi è una leadership priva di leader. Partendo da un sondaggio condotto su un misurato campione di Ryliani durante la settimana, ha, innanzitutto, considerato il caso dei Bitcoins, dove manca un controllo centralizzato delle transizioni. Il gruppo ha poi affrontato la condizione dell’uomo nello stato di natura tramite il racconto de “Il Signore delle Mosche” ed il modello di leadership diffusa riscontrabile nell’attuale contesto dei social nonché la “leadership in negativo” nella società programmata di “Brave New World”. Ha, quindi, concluso con uno sguardo alla situazione attuale, evidenziando come resti necessario per l’uomo avere una leadership.
La chimera: ha eseguito il lavoro assegnato, mediante l’individuazione di 5 aggettivi, che il gruppo riteneva rispecchiassero nel modo migliore le caratteristiche della leadership.
Una volta individuati, a coppie di due persone, ha analizzato ogni tema, sia da un punto di vista positivo, che da un punto di vista negativo, realizzando per ognuno di questi un’intervista nella quale i partecipanti esponessero le loro opinioni sull’argomento.
Tutto questo senza però trascurare il tema del gruppo e l’importanza che ha avuto quest’ultimo nella creazione del progetto, mediante una collaborazione assidua di ogni membro, e nell’individuazione del logo rappresentante la Chimera (in linea con i modi e i principi del Rotary).
Il 7 di aprile si è svolta, sempre nella sala del Grand Hotel delle Terme, la serata finale. In un clima gioioso, di festa, in cui tutti vestivano abiti eleganti per l’occasione, sono stati passati in rassegna i momenti più salienti di questo straordinario percorso di vita. Si è proceduto alla consegna delle targhe e dei guidoncini, ai ringraziamenti rivolti a quanti, ciascuno con il proprio contributo, più o meno consistente (“come le tessere di un unico mosaico” Guido Giuseppe Abbate), hanno consentito la realizzazione di un progetto che, di certo, lascerà il segno non solo nei ragazzi, ma anche nei formatori.
I ragazzi del Ryla hanno comunicato di avere raccolto 1.000 euro da destinare a services individuati sia dal Distretto 2071 che dal Distretto 2072, hanno dichiarato di avere compreso l’opportunità unica che è stata loro offerta, di crescita umana e professionale e di avere stretto rapporti che coltiveranno nel tempo. Questo è il senso del Ryla e l’obiettivo è stato perfettamente raggiunto.
E si è provata, altresì, la bellissima sensazione, per chi all’epoca c’era, di essere tornati al vecchio Distretto 2070! Questo, grazie alla grande sinergia tra il Presidente della Sottocommissione Ryla Distretto 2071 Alessandro Cicchi e al Presidente della Sottocommissione Ryla Distretto 2072 Guido Giuseppe Abbate, che tanto si sono spesi per la perfetta riuscita di questo usuale e meraviglioso appuntamento. Con la prova tangibile che, ove lo si voglia, potranno esservi sempre iniziative che superino i labili “confini Distrettuali”, per fini unici, amicizie allargate ed eventi maggiormente partecipati.

Cristina Cataliotti (Sottocommissione Ryla Distretto 2072)