Giovanni Emanuele Corazza parla a cinque club felsinei

11 novembre 2019 – Hotel Savoia Regency Bologna

Creatività: la necessità dell’Innovazione Imprevedibile

I club Rotary Bologna Valle del Savena, Bologna, Bologna Ovest Guglielmo Marconi, Bologna Nord e Bologna Valle del Samoggia, riuniti insieme con il Prof. Giovanni Emanuele Corazza

Al Savoia Regency Hotel un interclub per parlare di creatività e innovazione. Temi affrontati dal Prof. Ing. Giovanni Emanuele Corazza, Presidente della Fondazione G. Marconi. Degna di nota è la sua intensa e pregevole attività nella comunità scientifica locale, nazionale e internazionale. La sua ampia attività di docenza coinvolge numerosi corsi all’interno dell’Ateneo bolognese, tra cui Creativity and Innovation e Scienza e Applicazioni del Pensiero Creativo presso la Facoltà di Ingegneria e Architettura. La serata ha visto una grande partecipazione di rotariani nonché dei presidenti dei 5 club, Natalia d’Errico, presidente del Rotary Club Bologna Valle del Savena, Giovanni Camerini, presidente del Rotary Club Bologna, Luciano Marini, presidente del Rotary Club Bologna Ovest Guglielmo Marconi, Marco Scorzoni, presidente del Rotary Club Bologna Nord ed Andrea Zarabini, presidente del Rotary Club Bologna Valle del Samoggia.

Filo conduttore della relazione è stato l’excursus storico sul pensiero creativo a partire dal 1519, anno della morte di Leonardo Da Vinci, esempio di eccellenza creativa in molteplici discipline, fino ad arrivare ai giorni nostri attraverso importanti tappe, come il premio Nobel per la Fisica a Guglielmo Marconi (1909), il Trattato di Versailles (1919), la Crisi del 1929, la nascita della Nato (1949), l’abolizione dei dazi interni (1969), lo sbarco sulla Luna (1969), il primo Parlamento Europeo (1979), la caduta del Muro di Berlino (1989), la nascita di Bologna Process (1999), la Globalizzazione dei giorni nostri.

Nel corso di questi ultimi cinque secoli è stata sviluppata una crescita esponenziale della potenza di calcolo che, secondo le stime correnti, nel 2025 diventerà similare a quella del cervello umano e nel 2050 a quella dell’intera specie umana. Un ottimo, e al tempo stesso sconvolgente, scenario per chi, nel definirsi creativo, prova un senso di irrequietezza nel domani, seguendo il monito di Orazio (carpe diem) ad afferrare il giorno, per chi nella creatività vede il frutto di innovazioni incrementali a partire da trend passati, per chi interpreta la stessa creatività come qualcosa di imprevedibile che genera discontinuità con il passato.

Nel mondo attuale e nei processi di apprendimento odierni, che vedono attraverso internet una immediata condivisione delle informazioni, la creatività si colloca come elemento distintivo e di dignità dell’essere umano, perché è rappresentata da idee che sorgono a partire da un substrato condiviso. La creatività, inoltre, è di tutti e la troviamo non solo in molte tappe della nostra vita, ma anche nel rapporto madre-figlio quando nascono le skill personali, o nelle aziende attraverso tecniche di brain-storming oppure ogni qualvolta si inibiscono le idee dominanti per valutare alternative.

L’incontro si è concluso ricordando il celeberrimo frammento di Eraclito in cui si cita il tramonto del Sole come elemento chiave per poter scoprire le stelle, perché quando ciò, metaforicamente, accade, le persone si stupiscono e comprendono l’importanza e l’impatto della creatività sulla vita di ciascuno.

La brillante relazione ha suscitato grande interesse fra i 150 partecipanti, le numerosissime domande hanno permesso al relatore di approfondire ulteriormente i temi trattati.

Luigi A. Severino – Presidente Commissione Immagine Pubblica – R.C. Bologna Valle del Savena