IDIR – SEFR 2019

Sabato 19 ottobre 2019

PALAZZO DOSSETTI / UNIMORE – Viale Antonio Allegri, 9 – 42121 Reggio Emilia

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IDIR – Istituto Distrettuale di Istruzione Rotariana

IDIR è l’acronimo per Istituto Distrettuale di Istruzione Rotariana e quello dell’annata 2019/20 del Governatore Angelo Oreste Andrisano ha avuto i contenuti più coerenti con la sua denominazione.

Ci siamo ritrovati a Reggio Emilia nell’Aula Magna di UNIMORE, l’Università di Modena e Reggio Emilia di cui il nostro Governatore è Rettore, in un luogo perciò consacrato alla conoscenza e il programma è stato centrato sulla trasmissione ai soci del Distretto, attraverso i rappresentanti dei Club che hanno partecipato all’evento sia direttamente che in streaming, della conoscenza delle attività principali in atto da parte dei Club e dell’attività delle principali Commissioni Distrettuali.

Dopo i saluti del Governatore in carica e di quelli dei prossimi anni, i lavori hanno speditamente preso la forma della Tavola Rotonda nella quale, attraverso la verifica dell’attività in corso e degli eventi più significativi programmati dai Club, i partecipanti hanno potuto constatare la vitalità del nostro Distretto e la coerenza tra le attività e le finalità del Rotary International.

Come ha ricordato il Governatore illustrando il messaggio del Presidente Internazionale, il Rotary si deve caratterizzare per l’operatività e per l’impegno verso le generazioni future.

La partecipazione all’IDIR è un momento di crescita nella consapevolezza dell’appartenenza ad un movimento ben più articolato e complesso che non la vita di Club, ma è anche l’occasione per chi partecipa di avvertire lo stimolo che proviene dall’attività degli altri e per far sorgere nuove sinergie per la programmazione della vita del Club.

È perciò, al pari delle altre attività distrettuali, un completamento utile della formazione rotariana e anche più semplicemente il modo non rituale di verificare quanto l’attività complessiva del Rotary sia coerente con l’impegno personale di ognuno.

In particolare, vedendo la qualità dell’impegno dei Club e l’attualità e importanza sociale delle tematiche che sono oggetto dell’attenzione si può acquisire una migliore consapevolezza della modernità del Rotary.

La presenza all’IDIR andrebbe raccomandata proprio ai soci che frequentano poco perché affermano di non trovare nell’attività del Rotary una adeguata risposta all’impegno civile verso gli altri.

La prima attività che è stata presentata è il progetto “Pianeta Uomo” illustrato dal Presidente della Commissione Sanità Giuseppe Martorana: l’impegno verso gli adolescenti maschi per far sì che maturino una adeguata cultura di salute e benessere, scoprendo il ruolo dell’urologo-andrologo. A differenze delle ragazze che trovano nella visita dal ginecologo l’occasione per conoscersi, i maschi vivono spesso nell’ignoranza a volte amplificata da cattivi messaggi, ponendosi a rischio di compromettere il loro futuro sessuale.

La seconda attività presentata è stata quella della manifestazione organizzata a Cesena per il 23 novembre in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, presentata da Rodolfo Baldacci. Un bellissimo logo ricorda come l’incontro uomo-donna debba essere immune dall’oppressione e dalla violenza fisica, un tema importante che i riscontri di cronaca nera mettono quasi ogni giorno davanti alla coscienza di tutti.

Si è poi passati ad un argomento che ormai da qualche anno è all’attenzione del Distretto: la Presentazione del Premio Start Up che premia le migliori Start Up e Spin Off, da parte Enrico Sangiorgi. Attraverso il premio in danaro, ma ancora di più dando notorietà all’iniziativa si vuole premiare lo sforzo verso l’innovazione e il cambiamento attraverso l’esercizio dell’impresa da parte di giovani emergenti.

Paolo Pasini, recentemente relatore al Rotary Institute di Catania sulle funzioni e gli obiettivi dei responsabili distrettuali per il servizio internazionale, ha presentato una specifica attività per la quale il nostro distretto è stato individuato come distretto-pilota. Nella realizzazione dei progetti di servizio, oltre all’aspetto finanziario economico, che i nostri club riescono tradizionalmente a gestire con efficacia, la più diffusa difficoltà rilevata è nella parte relativa alla valutazione e all’adattamento del progetto con riguardo alla realtà locale nella quale sarà posto in essere. La collaborazione con un club del posto soddisfa solo in parte queste esigenze, dovendosi superare le difficoltà connesse alle differenze di abitudini, conoscenze e prassi operative. Presso il Distretto 2072 è costituito a questo scopo un District Resources Network (DRN), elenco attualmente composto da 33 esperti che formano una rete di rotariani disposti a condividere gli “skills”, in materia di programmazione, pianificazione, comunicazione e fundraising, utili per supportare i club nella ideazione e realizzazione dei Global Grant, o di altri progetti particolarmente complessi da svolgere all’estero.  Paolo Pasini invita, pertanto, i club ad avvalersi con maggiore intensità di questo servizio, predisposto per consentire a tutti, anche a possiede minore esperienza o dimestichezza in questo settore, la possibilità di realizzare service importanti, funzionali e sostenibili.

L’intervento ha fatto pendant con quello di Alessandra Furlani dedicato all’attività della Commissione Distrettuale Acqua.

I temi della tutela dell’ambiente sono posti dal Rotary con particolare evidenza per un impegno continuo e fattivo al di là di estemporanee suggestioni, quale espressione di nuovi e moderni stili di vita.

Quello degli stili di vita è stato un filo conduttore che ha attraversato tutta la tavola Rotonda con definitiva evidenza nell’intervento di Davide Gori, Presidente dell’apposita Commissione Distrettuale dedicata a questo tema. La Commissione promuove incontri con i soggetti interessati (Scuole, mense, Aziende sanitarie) al fine di incoraggiare il miglioramento dello stile di vita dei giovani per evitare l’insorgere di malattie e dipendenze.

Una attività meritoria e socialmente utile al di là degli interventi puntuali che sono oggetto dei singoli service, a dimostrazione che il primo modo di fare Service verso la comunità è quello di promuovere buone idee e prassi virtuose.

Pietro Pasini, P.D.G. e Presidente della Commissione per il Pubblico Interesse, ha proprio illustrato questa attitudine del Rotary ad essere motore della comunità in cui vive al fine della promozione del progresso civile e morale: “il Rotary non vive isolato dalla comunità occorre connettersi per servire”.

Una proiezione all’esterno del Club rispetto alla quale sono ancora necessari atti di consapevolezza da parte dei singoli.

Infine, ma certo non ultimo per l’importanza dell’argomento, il PG Paolo Bolzani Presidente della Commissione Cultura, ha posto l’accento sula specificità dell’Italia e sugli sforzi in atto per far sì che la promozione della Cultura venga ad essere inserita tra le aree di Interesse della Rotary Foundation.

Dopo una breve pausa la Riunione è proseguita con un forte intervento di Italo G. Minguzzi che ha introdotto i lavori della seconda Tavola Rotonda dedicata al rapporto tra Il Rotary e i Giovani.

Rapporto paritario privo di ogni paternalismo perché i giovani devono costruire il loro futuro e sono: “la parte di noi che continuerà dopo di noi”.

Prestare attenzione ai giovani e al mondo che gli lasceremo in eredità, è perciò il modo di salvaguardare noi stessi e la traccia che vorremo lasciare.

Il tema del rapporto con i giovani è stato affrontato, nella tavola rotonda coordinata da Alessio De Giuseppe, da Andrea D’Ambrosio, Presidente Distrettuale Rotaract, che ha presentato l’attività dei suoi Club impegnati in services: divulgativi, economici e attivi di grande spessore. Serena Casadio ha successivamente illustrato le opportunità derivanti dallo scambio giovani nelle sue diverse articolazioni.

Hanno poi preso la parola i Presidenti delle Commissioni Rotaract e Interact Valentina Dall’Aglio e Giordano Giubertoni; Cristina Cataliotti e Marco Tupponi hanno quindi illustrato i prossimi Ryla e Rypen, autentici fiori all’occhiello del Distretto.

Dalla manifestazione è risultata confermata l’operatività forte del nostro Distretto e l’attenzione all’aggiornamento del messaggio rotariano di fronte alle sfide della contemporaneità.

Mario ZITO – RC BOLOGNA EST

SEFR – Seminario Rotary Foundation

I lavori del SEFR sono stati aperti nel pomeriggio da Giulio Koch, PDG D2041, Regional Rotary Foundation Coordinator – zona 12, che ha posto in evidenza la funzione della Rotary Foundation come strumento di miglioramento del socio, considerato quale singolo e quale operatore di servizio.

Il Rotary non potrebbe, infatti, esistere, senza la Fondazione e il reciproco fruttuoso rapporto simbiotico con questa; lo stesso progetto “End Polio Now” non avrebbe i risultati che si stanno raggiungendo senza la partecipazione attiva della Rotary Foundation. Al riguardo non deve essere dimenticato che nel mondo globalizzato le epidemie possono propagarsi molto rapidamente e che al risultato della eradicazione della poliomielite, sperabilmente presto conseguito in via definitiva, va aggiunta la creazione di una struttura di servizio di 146 laboratori specializzati nel diagnosticare l’insorgenza di ogni genere di nuova epidemia e nel combatterla con mezzi adeguati, avviando ed impostando le idonee campagne di vaccinazione.

Si tratta di un imponente patrimonio, materiale e di conoscenze, che il Rotary lascia a disposizione dell’umanità e che è il frutto non secondario del pluriennale impegno in uno di progetti più ambiziosi che siano mai stati concepiti e realizzati.

Non va poi trascurata l’importanza che la Fondazione ha nel costruire e nel mantenere la stessa coesione del Rotary International, con il suo insieme di oltre un milione di soci e di alcune decine di migliaia di club; senza la Rotary Foundation e le sue metodologie, trasparenti e rigorose, ben difficilmente il Rotary sopporterebbe le spinte disgregatrici che l’attraverserebbero inesorabilmente.

Tutto l’impegno del Rotary, nelle sue eterogenee articolazioni, ha come perno la costruzione della pace, il contrasto ai conflitti regionali e locali, la formazione di professionisti qualificati per lo sviluppo di progetti di pace. Fiore all’occhiello di questo impegno sono i sei Centri della Pace nei quali i borsisti del Rotary seguono programmi di studio elevati ed impegnativi e acquisiscono preziose esperienze operative.

Per i singoli soci l’impegno per la pace si articola attraverso l’accettazione dei diritti altrui e la consapevolezza dei propri doveri, lo sviluppo di buone relazioni con chi ci circonda, la diffusione di notizie e informazioni strettamente veritiere, la crescita personale in conoscenza e cultura, la lotta alla corruzione.

Ai popoli il Rotary offre una visione di cambiamenti generalizzati, duraturi e positivi, fornendo strumenti per identificare i problemi e indicazioni per trovare la via che conduca alla loro risoluzione.

La collaborazione tra club e distretti, i contatti fruttuosi con partner esterni al Rotary, il modo esemplare con il quale vengono gestiti i mezzi economici, rappresentano gli strumenti principali dell’impatto sociale del Rotary.

All’impatto sociale collettivo si affianca l’impatto personale perché siamo rotariani e come tali abbiamo scelto di servire oltre l’interesse personale, impegnando capacità e competenze oltre l’intenzione e i limiti individuali.

Il Rotary ha un ruolo preponderante per ciascuno di noi e la Rotary Foundation costituisce l’accademia della cultura del servizio, rendendo possibile che il servizio sia un buon servizio.

Ai singoli la Rotary Foundation fornisce tutti gli strumenti tecnici necessari, compresa la formazione, per realizzare buoni progetti: ai club spetta il compito di fare le scelte e mettere a disposizione la prima parte delle somme necessarie, nella consapevolezza che le idee valide troveranno con certezza gli ulteriori finanziamenti.

Si dona, infine, alla Rotary Foundation con spirito di gratuità, certi che le somme raccolte verranno erogate a favore di progetti rotariani; quanto versato alla Fondazione non è, infatti, una tassa ma un contributo elargito con spirito di gratuità e generosità, che supera i confini e i limiti personali e del singolo club o distretto.

Il superamento del limite della operatività individuale è reso visibile, quasi tangibile, dalla necessità, per i progetti che beneficiano di un Global Grant, della partecipazione di un club del luogo dove il service verrà realizzato, in modo da garantirne la sostenibilità sul territorio, sulla scorta dell’analisi dei bisogni della comunità.

L’unione delle risorse rende possibili opere e traguardi altrimenti inimmaginabili e la cultura del dono non può che venire alimentata dalla concretezza delle migliori pratiche che il Rotary, nelle sue articolazioni, riesce a realizzare. Cultura quella del dono che deve crescere insieme ad ognuno di noi, trovando soddisfazione nella gratuità del gesto individuale, nel piacere di condividere idee e mezzi.

Nel successivo intervento il PDG Franco Venturi, presidente della Commissione Rotary Foundation, ha posto in evidenza la funzione della Fondazione come braccio armato del Rotary, strumento essenziale ed imprescindibile per consentire ai club di intraprendere le attività di servizio che gli sono proprie.

In proposito va ricordato che il Rotary non è un’organizzazione di beneficenza, anche se la beneficenza è di per sé un valore ed ognuno è chiamato a fare beneficenza. Il Rotary non ha, però, questo scopo perché il suo obiettivo è fare service, individuare e rimuovere le cause che rendono necessarie l’elemosina e la beneficenza.

Con le elemosine e la beneficenza si allieva la sofferenza del momento, ma la necessità si ripresenta subito dopo; nella prima fase di attuazione del service rotariano, tuttavia, esse continueranno ad essere indispensabili, ma al raggiungimento della meta del service questa necessità sarà superata, essendone state rimosse le cause con l’offerta di un valido rimedio.

È importante avere sempre presente che la Fondazione appartiene a tutti i soci ed imparare, pertanto, a non considerarla un soggetto estraneo alla nostra vita, personale o di club, ma uno strumento a nostra disposizione e del quale contribuiamo ad essere artefici.

La Rotary Foundation non formula e non stabilisce, infatti, propri progetti, ma finanzia esclusivamente i progetti che le vengono sottoposti dai club. La Rotary Foundation ha bisogno della nostra progettualità e ci chiede di essere propositivi, impiegando utilmente i mezzi economici raccolti, perché se al danaro non viene dato uno scopo esso diviene inutile.

Occorre formulare progetti adeguati, nell’ambito delle aree di intervento, note a tutti i rotariani, che non sono aree individuate casualmente, ma sono quelle necessarie per superare quello stato di bisogno che rende necessaria la beneficenza.

Ciò che esula dalle aree di intervento non potrà ricevere finanziamento dalla Rotary Foundation; i programmi del Rotary e quelli della Fondazione si sovrappongono e dobbiamo avere presente che il Rotary senza Fondazione sarebbe un’istituzione del tutto diversa da quella della quale vogliamo fare parte.

I meccanismi della Fondazione sembrano complessi, e in parte forse lo sono veramente, ma sicuramente appaiono molto più complessi a chi non cerca neanche di capirli e di conoscerli: nella vita, del resto, tutti abbiamo studiato e compreso materie molto più difficili ed ostiche.

È necessario che i soci si sentano partecipi della Fondazione e ne conoscano il funzionamento perché si tratta di uno strumento insostituibile, connaturato al Rotary quasi dalla sua nascita, che ha ottenuto ed ottiene grandi risultati avvalendosi di una gestione oculata, con costi proporzionalmente bassissimi anche per merito dei tanti volontari.

Arch C. Klumph — ha concluso Venturi — affermò che nessuno può dirci cosa sarà il Rotary domani, ma sappiamo che quello che il Rotary sarà domani dipende da quello che i rotariani fanno oggi; il Rotary, insieme alla Rotary Foundation, ha meritato sul campo fiducia incondizionata e tutti i soci devono essere orgogliosi di farne parte.

Luciano Alfieri, presidente della Sottocommissione Raccolta Fondi, ha richiamato l’attenzione sugli aspetti pratici della raccolta fondi e sulle modalità di gestione delle somme che pervengono alla Fondazione. Particolare rilievo è stato posto da Alfieri sui ringraziamenti che doverosamente vanno sempre fatti ai donatori, singoli o club, perché è giusto che chi finanzia la Fondazione veda riconosciuto il valore del proprio apporto. Ai club Alfieri ha, inoltre, raccomandato di avvalersi degli strumenti messi a disposizione da My Rotary, fonte di informazioni precise e dettagliate, e di osservare scrupolosamente gli adempimenti richiesti da Rotary Club Central; non si tratta, infatti, di adempimento solo burocratici, ma di strumenti, quali la comunicazione degli obiettivi, necessari a chiunque per programmare correttamente le proprie attività.

Nella premessa del suo intervento Salvatore Ricca Rosellini, presidente della Sottocommissione Polio Plus, ha ricordato con commozione la figura di Benedetta Bianchi Porro (1936-1964), recentemente proclamata beata nel corso di una cerimonia, nella cattedrale di Forlì, durante la quale i posti di prima fila erano riservati a paralitici, ammalati e poliomielitici, tutti in carrozzina.

Benedetta Bianchi Porro, morta colpita da neurofribromatosi, cominciò le sue sofferenze all’età di pochi mesi rimanendo zoppa per conseguenza della poliomielite.

L’impegno del Rotary, insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità, a Bill e Melinda Gates, a tutti gli altri soggetti pubblici e privati impegnati nella campagna per l’eradicazione della malattia, vede l’approssimarsi del traguardo anche se nell’ultimo anno i nuovi casi della malattia sono, purtroppo, aumentati.

Afghanistan e Pakistan registrano infatti, nuovamente, l’espansione dei residui focolai di malattia, assenti invece da oltre due anni in Nigeria.

Ricca Rosellini ha ricordato anche il sacrificio personale dei protagonisti sul territorio del programma di vaccinazione, talvolta osteggiato anche con la violenza, e ha esortato i rotariani a continuare con le generose donazioni, sempre necessarie perché non ci si può fermare quando il traguardo finale appare in vista e raggiungibile, perché l’impegno per eradicare la polio ci coinvolge come rotariani, come cittadini, come genitori.

La raccolta fondi non deve fermarsi e la celebrazione annuale della Giornata Mondiale della Polio deve rappresentare un appuntamento inderogabile per ogni club.

Alberto Azzolini, presidente Sottocommissione Gestione Sovvenzioni e Progetti, ha svolto un approfondito intervento tecnico illustrando l’impiego in sede distrettuale dei finanziamenti ricevuti tramite la Fondazione Rotary. In questa sede merita di essere segnalato l’incremento dei progetti per i quali è stato richiesto il finanziamento e, soprattutto, il rilevante incremento delle somme complessivamente erogate. Riassumendo sinteticamente il Distretto ha distribuito oltre 80.000 euro, che si sono aggiunti agli oltre 160.000 già destinati dai club ai service ideati e messi in esecuzione.

Anche Azzolini ha posto in evidenza la necessità di presentare progetti che rientrino nella mission del Rotary, pur con la maggiore elasticità riservata ai progetti distrettuali rispetto a quelli globali, ed ha raccomandato di avvalersi degli strumenti disponibili su My Rotary (in particolare Rotary Ideas e Rotary Showcase).

Con un intervento fuori programma, ma di elevato interesse e di alta efficacia, Mario Pantano, del R.C. Bologna Valle dell’Idice, ha presentato il Global Grant Gelateria-Pasticceria solidale di Ressano Garcia (Mozambico), promosso dal suo club con la partecipazione dei 10 club felsinei oltre che del Distretto 2072. Mario Pantano, che era accompagnato dalla dott.ssa Valentina Gianni di AGAPE onlus, responsabile del progetto, ha messo in evidenza il valore del progetto, i rilevanti finanziamenti monetari, il contributo di importanti aziende del settore (Carpigiani e Fabbri 1905), l’opera personale di molti soci, tra i quali il maestro di pasticceria Gino Fabbri, socio del suo stesso club.

Fernando Imbroglini, presidente della sottocommissione Buona Amministrazione, ha illustrato l’attività finalizzata al controllo quantitativo e qualitativo dei risultati e l’assistenza prestata a favore dei club nella progettazione e nella realizzazione dei service.

Claudio Pezzi, presidente della sottocommissione Borse della Pace del Rotary, ha presentato gli apprezzati interventi in video di due giovani borsisti; Aida Morelli, per la sottocommissione VTT – VTE, ha introdotto la presenza di un entusiasta giovane architetto che ha partecipato all’ultimo scambio con i club argentini.

Antonio Fraticelli, presidente della sottocommissione Volontari del Rotary e Coordinatore Paul Harris Society, ha ricordato tutte le modalità con le quali è possibile essere attivi come volontari del Rotary, mettendo a disposizione tempo, capacità e risorse.

Antonio Marturano, delegato per la Protezione Civile, ha tratteggiato le linee fondamentali dell’impegno rotariano per la protezione civile, cedendo poi la parola alla dott.ssa Cinzia Gimelli, psicologa, che ha messo in evidenza le potenzialità dell’intervento rotariano, a livello di integrazione sistemica, in tutte le zone che potranno essere interessate da interventi di prevenzione e gestione dell’emergenza.

In conclusione del SEFR il governatore Andrisano ha chiamato Paolo Bolzani, suo predecessore alla guida del Distretto 2072, a consegnare gli attestati destinati ai club che nell’annata 2018-2019 si sono distinti nelle donazioni a beneficio della Rotary Foundation, nel sostegno a favore di End Polio Now, nell’iniziativa Every Rotarian Every Year, rispettando pienamente gli obiettivi prefissati.

Antonio Delfini – Bologna Sud