Rotary e Unife – Crowdfunding per ricerche

20 novembre 2019 – Palazzo Roverella Ferrara

Interclub R.C. Ferrara e Ferrara Est

Il crowdfunding non è solo una raccolta fondi, ma molto di più. La conferma si è avuta nella bella riunione questo è Rotary!che si è svolta il 20 novembre a Palazzo Roverella a Ferrara con un affollato interclub fra i due Rotary della città (presidenti: Luca Foscardi e Luigi Russo) che hanno ospitato il Pro Rettore dell’Università Enrico Deidda Gagliardo e tre giovani ricercatori dello stesso ateneo impegnati in progetti di grande rilevanza.

Se la raccolta fondi è ovviamente fondamentale per procedere con le ricerche e dunque concretamente con le iniziative, altrettanto significativa è la contestuale creazione di una comunità, che attorno a questi progetti si forma e vuole crescere. Non solo, ha osservato il Pro Rettore: si riesce anche a valorizzare i talenti, tema – questo – particolarmente sentito in un contesto scientifico-universitario nazionale caratterizzato da troppe e dolorose fughe all’estero.

L’Università di Ferrara (25.000 studenti, di cui 8.500 al primo anno, 650 docenti e 63 corsi di specializzazione) ospita e favorisce al suo interno lo sviluppo della progettualità.

Ecco allora varie concrete testimonianze, tre delle quali, come si diceva, sono state presentate all’incontro rotariano. Di carattere sanitario è quella di Francesca Salvatori, medico: “Atassia spinocerebellare di tipo II”. Si tratta di una ricerca finalizzata alla riparazione delle cellule malate di pazienti destinati a un progressivo peggioramento delle proprie condizioni di vita (10-20 anni il periodo di sopravvivenza dopo i primi sintomi). Per procedere con questa ricerca è stata lanciata una raccolta per un primo ammontare di 5.000 euro: traguardo raggiunto proprio l’altra sera con il contributo dei due Rotary.

Donato Vincenzi, fisico, ha poi presentato un progetto (su metodologia comprovata) per creare dei prototipi di concentratori solari capaci di trasformare l’acqua in “superpotabile”. Oggi non lo è, ha detto, a seguito dei troppi farmaci (fra l’altro) che vengono dispersi. Il terzo progetto è gestito da Valentina Frighi, architetto, che sta realizzando un software capace di farci comprendere se è valida ed efficace la connessione fra i materiali che abbiamo scelto per il risparmio energetico dei nostri immobili. Entrambi questi progetti saranno abbinati, a breve, a un crowdfunding: tutti, dunque, potranno versare un proprio contributo sostenendo una specifica ricerca e salutandone i risultati con maggiore e legittima soddisfazione.

Alberto Lazzarini