Bologna, 29 aprile 2020
Riportiamo l’artico apparso sul quotidiano “Il Resto del Carlino” Ed. Bologna
L’emergenza sanitaria e parasanitaria aveva spinto le forze politiche della maggioranza a farsi promotrici di un emendamento al decreto legge 18/2020 Cura Italia: tale emendamento è stato ritirato. A mio parere si è persa un’occasione di chiarezza. Per quanto riguarda la responsabilità penale del personale sanitario (medici e infermieri) l’emendamento avrebbe previsto la non punibilità delle fattispecie ex art. 589 codice penale (omicidio colposo) e 590 (lesioni personali colpose) con il limite ovvio della sola colpa grave, comunque perseguibile. Se fosse stato approvato, per medici e infermieri sarebbe stata prevista una sorta di prudente, parziale ‘immunità penale’, da molti ritenuta indispensabile per lavorare serenamente senza lo spettro delle denunce e delle richieste di risarcimento che, date le circostanze, potrebbero apparire pretestuose; e inoltre liberando i professionisti dal giogo di una medicina difensivistica e impaurita, spesso inutilmente costosa. Ero e rimango convinto che, particolarmente in questa fase del tutto eccezionale, andrebbe in ogni modo limitata la criminalizzazione del personale sanitario: e non perché siano eroi, ma perché sono sottoposti a sforzi sovrumani di controllo del contagio con i mezzi faticosamente messi a loro disposizione, e per di più con perdite sul campo che credo non abbiamo uguali nel mondo. D’altronde, già in condizioni normali molto spesso i processi a carico del personale sanitario si risolvono in clamorose assoluzioni, quasi a sfatare la presunzione neopositivistica che a una morte o a una malattia si ricolleghi sempre una condotta causata da colpa umana.
Avvocato Guido Magnisi




