Nel corso della conviviale del 24 ottobre 2013 presso l’Hotel Villa Fiorita di Salsomaggiore è stato conferito il “Premio Gian Domenico Romagnosi”, istituito dall’omonima Associazione con il patrocinio del Rotary, al Prof. Sandro Stringari, Ordinario di Fisica Teorica della Materia presso l’Università di Trento. La motivazione del premio è legata “allo studio approfondito degli esperimenti e dell’attività scientifica del Romagnosi, portato avanti con grande dedizione dal Prof. Stringari, che ha così contribuito in modo determinante e definitivo a mettere in luce l’importante ruolo avuto dal nostro illustre concittadino nella scoperta dell’Elettromagnetismo”. L’ospite è stato salutato dal Presidente del Rotary e dell’Associazione Romagnosi, Pietro Sozzi, che ha lasciato poi a Giuseppe Amoretti, a sua volta autore nel 1995 di un saggio sulla scoperta di Romagnosi, il compito di presentare il collega ed amico.
Sandro Stringari, laureato alla Scuola Normale di Pisa è un fisico di fama internazionale, che dirige il centro sulla “Bose-Einstein Condensation” di Trento, dove attualmente lavorano circa venti ricercatori e i cui principali interessi scientifici riguardano lo studio teorico dei sistemi atomici in condizioni di bassissime temperature, vicino allo zero assoluto, dove la materia segue le leggi della meccanica quantistica. Già direttore del Dipartimento di Fisica e preside della Facoltà di Scienze di Trento, nel 2004 il Prof. Stringari ha occupato la prestigiosa cattedra europea al College de France di Parigi. Nel 2011 è entrato a far parte della Accademia dei Lincei, la più prestigiosa istituzione scientifica italiana, che gode dell’alto patronato permanente del Presidente della Repubblica. Il suo interessamento all’attività di Gian Domenico Romagnosi “fisico” è iniziata nella seconda metà degli anni 90 a seguito di un contatto avuto con Robert R. Wilson, noto scienziato americano, già direttore del “Fermilab” di Chicago, con il quale ha condiviso l’entusiasmo per una ricerca rivolta a ristabilire la verità sull’origine di una delle scoperte più significative della storia della scienza: l’elettromagnetismo.
Seguendo le tracce lasciate nella letteratura internazionale dell’epoca sugli esperimenti effettuati da Romagnosi nel 1802 a Trento, ha così rintracciato nuovi documenti che testimoniano come questi avesse osservato la deviazione di un ago magnetico per effetto della corrente elettrica ben prima del danese Oersted, cui viene attribuita la paternità della scoperta, da lui resa nota nel 1820. Cruciali si sono rivelati a questo proposito il ritrovamento di un resoconto dell’esperimento di Romagnosi pubblicato sulla Gazzetta di Rovereto nell’agosto 1802 e del verbale di una seduta dell’Accademia delle Scienze di Parigi dell’ottobre 1802, che testimonia l’invio di un manoscritto sul “galvanismo” da parte di “Monsieur Romagnesi de Trente en Tyrol” per la partecipazione al “Prix de Galvanisme” istituito da Napoleone. Purtroppo il premio quell’anno non fu assegnato e la cosa non ebbe seguito immediato. Forse i tempi non erano ancora maturi per recepire questa intuizione del genio di Romagnosi, che egli stesso rivendicò solo in una lettera del 1827 e che Oersted in un suo scritto del 1830 non poté fare a meno di riconoscere affermando che “né l’Institute de France, né i numerosi scienziati diedero importanza all’esperimento che avrebbe potuto accelerare la scoperta dell’elettromagnetismo di sedici anni”. Le ricerche di Stringari e Wilson, pubblicate nel 2000 dall’Accademia dei Lincei, restituiscono quindi definitivamente a Romagnosi il merito di aver anticipato i tempi di una delle scoperte fondamentali della storia della Fisica. Per questo, dopo la coinvolgente e applaudita relazione di Sandro Stringari sull’argomento, il Presidente Pietro Sozzi gli ha conferito con vivo piacere, in riconoscimento delle sue ricerche, il Premio Romagnosi e la targa d’argento raffigurante l’illustre Salsese.
Sandro Stringari, che era accompagnato dalla moglie Tiziana, ha ringraziato dicendo di aver particolarmente gradito questo importante premio che gli è stato conferito nella città natale di Romagnosi, a testimonianza dell’attenzione degli amici salsesi per un aspetto meno noto, ma non per questo meno significativo, della poliedrica personalità dell’insigne studioso.




