La lettera di novembre del Governatore Maestri

Cari Amici,

E’ giunto Novembre, un Novembre più cupo del solito, anche se non è mai stato un mese allegro. La pandemia ci ha di nuovo sconvolto ogni programma e, superati 35 incontri nei Club, per me molto costruttivi, amichevoli e anche divertenti, adesso di nuovo ripieghiamo per gli incontri in Zoom. Dobbiamo però ringraziare le tecnologie che ci consentono comunque di discutere sui nostri programmi, su come risolvere i nostri problemi, su come valorizzare le nostre risorse, su come rendere attrattivi i nostri Club, su come aumentare il senso di appartenenza al Rotary dei nostri soci, su come dialogare costruttivamente con le nuove generazioni. Quindi, per fortuna, non interrompiamo la nostra agenda ricca di impegni e impariamo a farlo con metodi nuovi, che in futuro ci aiuteranno a rendere più efficiente la nostra organizzazione, senza rinunciare comunque alla nostra convivialità e allo star bene insieme.

Novembre è anche il mese dedicato alla nostra Fondazione. Visto che siamo in un periodo in cui le nostre riflessioni sono tornate al centro delle nostre priorità, proviamo ad immaginare un Rotary senza la Fondazione.

Quando Archibald Klumph lanciò la Fondazione del Rotary international, alla Convention internazionale di Atlanta del 1917, si completò il progetto del Rotary, iniziato con la discussione fra i primi soci su di cosa aveva bisogno il mondo, proseguita su come sensibilizzare i governanti e la popolazione per migliorare la situazione e, da ultimo, passando all’azione con uno strumento che facilitava anche la realizzazione concreta di progetti.

Se non fosse nata la Fondazione quanti progetti in meno avremmo realizzato? Basti pensare alla Polio, ma anche alle migliaia di progetti, minori per fama ma straordinari per qualità, diffusione mondiale, quantità e impegno dei soci. Senza quei progetti anche il nostro senso di appartenenza al Rotary non sarebbe lo stesso.

Lo scopriamo in questi mesi in cui anche noi viviamo momenti difficili e subiamo un senso di insicurezza sulla nostra salute e sul nostro welfare che pensavamo ormai superato, ma la nostra reazione, supportata anche dalle sovvenzioni della Fondazione, ci ha aiutato a realizzare progetti importanti, migliorando l’attenzione della nostra comunità verso il Rotary. Negli anni in cui mi sono occupato direttamente delle attività delle Fondazione trovavo tanta diffidenza. Scoprii che la diffidenza aveva origine dalla scarsa conoscenza su come andava “usata”. Progetti internazionali coerenti con le linee di azione definite dal Rotary International, focalizzazione su interventi di medio/lungo termine a maggior impatto nelle comunità, negazione dei sussidi (non pesce da mangiare ma canna da pesca per poter pescare pesce tutti i giorni), borse di studio per migliorare le competenze dei giovani, attenzione alla pace del mondo, facilitando carriere di giovani che possano aiutare a sedare conflitti, aiuti nelle catastrofi e nelle epidemie a partire dalla Polio, realizzazione di centri operativi per la Polio utilizzati anche per altre epidemie, aiuti a chi, fra i soci, intenda servire da volontario le comunità più bisognose e tanto altro ancora non avremmo potuto citare con orgoglio rotariano se non ci fosse la nostra Fondazione.

In questo momento di grandi cambiamenti anche la Fondazione dovrà decidere nuove modalità operative, la mole di sovvenzioni richieste quest’anno dai club in misura quasi doppia rispetto agli anni precedenti impone nuove regole; è comunque molto positivo il fatto che la riorganizzazione sia conseguente allo sviluppo delle attività.

Quanto sopra ci è stato testimoniato direttamente dal Presidente Internazionale della Fondazione K. R. Ravindran, che a nome di tutti ringrazio in questa nostra lettera per la disponibilità che ha dimostrato a partecipare in diretta alla nostra riunione del seminario sulla Fondazione del 17 ottobre scorso. La Sua cortese partecipazione dimostra quanto la Fondazione è vicina a tutti noi.

Concludo che ognuno di noi dovrebbe essere un donatore diretto della Fondazione e non solo i nostri Club. Bastano pochi euro l’anno per diventare BENEFATTORI DELLA FONDAZIONE, bastano mille euro l’anno per avviare un percorso per diventare MAJOR DONOR, basta ricordarsi anche della Fondazione quando definiamo il nostro lascito testamentario. Questo è il momento per partire con questa azione da parte di ognuno di noi.

Un caro saluto a tutti e mi raccomando: cercate in tutti i modi di rimanere in salute! Spero di incontravi presto.

Adriano Maestri