Care Amiche e cari Amici rotariani,
la prima lettera del Governatore “targata 2014” non può che cominciare con l’augurio di Buon Anno. E, credetemi, non ubbidisco, così facendo, a una convenzione, perchè l’augurio è veramente sentito ed è rivolto – anche da parte di mia moglie Alessandra – alle vostre famiglie e ai vostri cari.
Nella difficile situazione che il nostro Paese e gran parte dell’Europa stanno attraversando, farsi gli auguri diventa per di più quasi un passaggio indispensabile per guardare il futuro con fiducia e scrollarsi di dosso il pessimismo che scandisce purtroppo le giornate di molti italiani.
Noi rotariani non viviamo su una nuvola e quindi avvertiamo, come qualsiasi cittadino, i pessimi umori che ci circondano. Ma, seguendo il percorso che ha contrassegnato l’esistenza del nostro fondatore Paul Harris, dobbiamo affrontare con spirito costruttivo anche le situazioni più difficili, stimolare e aiutare chi ha le capacità per migliorare la propria condizione, indicare in particolare ai più giovani la strada giusta per costruire una società migliore.
Mi soffermo su queste considerazioni perchè penso che siano strettamente legate al tema che contraddistingue – rotarianamente – il mese di gennaio, dedicato alla “Sensibilizzazione al Rotary”.
Che cosa significa? Domandiamoci quanti di noi sono stati chiamati a far parte del nostro glorioso sodalizio conoscendone solo superficialmente princìpi e regole. Penso che il gruppo sia foltissimo ma la permanenza nel Rotary non può non averci indotto a conoscerlo meglio, a scoprirne le tante attività nazionali e internazionali, a renderci partecipi o promotori di alcune delle numerose iniziative di cui il Rotary è protagonista.
Sensibilizzazione al Rotary significa dunque approfondirne la conoscenza, condividerne gli obiettivi, costruire progetti che danno sollievo e speranza agli altri, impegnarsi in prima persona con la propria professionalità a favore di coloro che hanno bisogno del nostro aiuto.
Significa anche parlare di Rotary all’interno dei nostri Club in modo che i rotariani più giovani possano facilmente sviluppare la propria conoscenza del sodalizio e apprezzarne spirito e contenuti. E’ questo un compito che in ogni Club deve essere affidato al “tutor” incaricato di seguire i nuovi soci. Ma non basta. E’ bene – e qui mi rivolgo ai Presidenti perché siano parte diligente e agli Assistenti perché vigilino – che alcune conviviali nel corso dell’annata vengano dedicate a temi squisitamente rotariani. Sono certo che, se essi saranno affrontati nel modo giusto, le riunioni si riveleranno interessanti.
Dico questo perchè talvolta può accadere (per fortuna di rado, ma capita) di trovare rotariani che non conoscono, ad esempio, il grandissimo lavoro che il nostro sodalizio compie in favore dei giovani: borse di studio, scambio giovani, borse per la pace, campus del Ryla, Forum Rotary-Rotaract, Rypen (cioè il Ryla per i giovanissimi). E queste, pensate, sono soltanto le iniziative di più ampio respiro. Poi vi sono quelle dei singoli Club, rivolte agli studenti meritevoli nei territori in cui operano: premi, diplomi, altre borse di studio.
Insomma, il Rotary – assieme alle sue organizzazioni giovanili, Rotaract e Interact – ha una capacità operativa davvero sorprendente. Ma non è solo quello dei giovani il terreno in cui esprimiamo la nostra capacità di fare. Tanti sono i campi in cui noi rotariani imprimiamo il nostro sigillo e dovunque troviamo non solo riconoscenza per i nostri interventi ma stima e considerazione per come questi vengono portati a termine.
Conoscere (bene) il Rotary diventa quindi un passaggio indispensabile per chi lo vive dall’interno.
Ma è nostro compito di bravi rotariani far conoscere (bene) il Rotary anche all’esterno. Non si tratta di cercare lusinghe o inutili celebrazioni, bensì di trasmettere il messaggio che è insito nei nostri interventi e in tutto il nostro operare: servire al di sopra del proprio interesse personale. Ho potuto constatare anche di persona quale riscontro può avere in chi ascolta la spiegazione della poderosa macchina che il Rotary ha messo in movimento – in tutto il mondo – per debellare la polio. Un’operazione che poteva apparire impossibile e che invece – anno dopo anno – ha portato a salvare milioni di bambini. Quale altra organizzazione avrebbe potuto sostenere una battaglia così difficile? Ebbene, il Rotary lo ha fatto ed è quasi arrivato a vincerla. Allora è giusto comunicarlo all’esterno, senza eccessi ma con la giusta fierezza.
Care amiche e cari amici,
tutto questo contribuisce a generare quel sentimento che personalmente definisco “orgoglio rotariano”. Grazie alla conoscenza del Rotary e alla consapevolezza di ciò che il Rotary fa nel mondo e dei valori che trasmette, noi tutti non possiamo non esprimere il nostro orgoglio di far parte di quel milione e duecentomila cittadini del mondo che si onorano di portare all’occhiello la spilla con la storica ruota.
Questa considerazione mi dà lo spunto per rinnovare a voi tutti gli auguri per il 2014, con la certezza che anche il vessillo rotariano rappresenterà una spinta per affrontare con la necessaria determinazione un anno che si annuncia difficile e per superare qualsiasi ostacolo.
Con amicizia
Giuseppe Castagnoli


