Modena, donata all’Università work station anti Covid

Nel marzo scorso, in piena evoluzione della pandemia Covid 19, il Rotary Club Modena ha avuto la segnalazione da parte del Dipartimento di Scienze Medico Chirurgiche Materno Infantili e dell’Adulto dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, diretto da Prof. Giorgio De Santis e del quale fa parte il Prof. Andrea Cossarizza, della necessità di avere a disposizione una nuova e dedicata strumentazione informatica. Infatti presso il Laboratorio di Immunologia del Dipartimento era già iniziata, a tempo di record, un’attività di ricerca di base, traslazionale e clinica – frutto della produttiva collaborazione tra immunologi, infettivologi, rianimatori, pneumologi, ed altri ancora – collaborando a studi clinici nazionali con nuovi farmaci biologici, e all’ideazione di nuove strategie terapeutiche, diventando un fondamentale punto di riferimento nazionale e internazionale per i ricercatori e i clinici in  lotta contro la pandemia. Ai ricercatori serviva una work station di ultimissima generazione, con caratteristiche importanti e con un costo stimato intorno a 30mila euro.

Il Rotary Club di Modena, nella persona del suo Presidente Dott. Roberto Dino Villani, ha deciso di mettere a disposizione oltre un terzo della cifra necessaria. Altrettanto sensibile sono stati il Presidente e il Direttore Generale della Banca Sanfelice1893 Banca Popolare s.c.p.a., ovvero rispettivamente il Gen. Dott. Flavio Zanini e il Dott. Vittorio Belloi, che hanno fatto partecipare al progetto la banca con un importante contributo. L’assistente del Governatore del Distretto Rotary 2072, Ing. Eugenio Boni, ha sensibilizzato i Club del Gruppo Ghirlandina e quattro di essi (R.C. Sassuolo, R.C. Modena L. A. Muratori, R.C. Carpi, R.C. Castelvetro Terra dei Rangoni) hanno dato un contributo in modo da raggiungere la cifra richiesta per l’acquisto.

In questi ultimi giorni è stato finalmente consegnato al Prof. Cossarizza la postazione informatica necessaria. Le ricerche immunologiche eseguite dall’equipe del Prof. Cossarizza si pongono l’obiettivo di identificare marcatori molecolari e cellulari sui pazienti Covid-19, che abbiano non solo un significato conoscitivo, ma anche e soprattutto prognostico, e che permettano di stratificare i pazienti in modo tale che possano ricevere trattamenti diversi e personalizzati. L’elaboratore permette di elaborare velocemente le masse enormi di dati raccolti. Per dare un’idea, si possono identificare oltre 65.000 diversi tipi di cellule in una goccia di sangue, e riconoscere decine di milioni di cellule in pochi minuti, cercando poi le loro interazioni con approcci bioinformatici.