Mercoledì 20 maggio 2020
Monumenti illuminati col Tricolore Così il Rotary celebra Mirandola – Un video donato al Comune: «Uniti possiamo andare lontano»
Per non dimenticare … ciò che ci ha cambiato per sempre … ma che alla fine ci ha reso più forti
Il 20 maggio 2012 all’1.13 (ora locale) un forte terremoto (ML 4.1), localizzato fra Bondeno e Mirandola, alcuni chilometri a nord di Finale Emilia, sveglia gran parte degli abitanti della bassa Pianura Padana fra il Ferrarese e il Bolognese. Alle 4.03 del mattino (ora locale, 2.03 UTC) si verifica la scossa più forte della sequenza (ML 5.9), un paio di Km più a ovest della precedente, che interessa una vasta porzione della Pianura Padana tra l’Emilia-Romagna, il Veneto e la Lombardia, in particolare le province di Ferrara, Modena, Bologna, Mantova e Rovigo. Tale scossa è seguita da decine di repliche per tutta la giornata, in particolare una quattro minuti più tardi e un’altra alle 15.18, entrambe sopra magnitudo 5 (ML 5.1); la scossa del pomeriggio è localizzata una ventina di chilometri più a est, nei pressi di Vigarano Mainarda.
La sequenza prosegue nei giorni successivi, pur se il numero delle scosse decresce di numero e di energia.
Il 29 maggio 2012 alle 9 del mattino si verifica un nuovo fortissimo terremoto (ML 5.8), localizzato in prossimità di Medolla, seguito nella giornata da un numero elevatissimo di scosse (circa 150), una decina delle quali di magnitudo superiore a 4: fra le 12.56 e le 13, in particolare, tre forti scosse raggiungono o superano magnitudo 5, la prima localizzata vicino a San Possidonio, l’ultima fra San Possidonio e Novi di Modena.
Un ulteriore picco di attività inizia nella serata del 3 giugno, con una scossa alle ore 21.20 (ora locale), seguita il giorno successivo da un centinaio di eventi.
Si tratta di una sequenza lunga e complessa (oltre 2.000 terremoti registrati dalla rete sismica nel primo mese e mezzo), molto forte (numerosi terremoti di magnitudo superiore a 5), con gli eventi principali avvertiti in tutta l’Italia settentrionale, fino in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia.
Questo l’articolo pubblicato nell’edizione del 20 maggio da “Il Resto del Carlino” (Ed. Modena)





